Catalogo del mese
Il vino, dalle origini a oggi
Il vino è antico quanto la civiltà. Sulle prime colline coltivate del Caucaso qualcuno lasciò fermentare l’uva e capì che quel succo, ogni autunno, tornava a dare gioia. Da allora non ha smesso di accompagnare l’uomo: nel rito, nel banchetto, nella poesia. I Greci ne fecero il centro del simposio e battezzarono Enotria, «terra del vino», l’Italia dove piantarono le prime viti.
Roma lo trasformò in ricchezza e in letteratura. Catone, Varrone e Columella, negli Scriptores rei rusticae di questo catalogo, parlano della vigna con la serietà di chi sa che da quella terra dipendono la tavola e il patrimonio. Poi vennero i monasteri, che nei secoli bui custodirono le viti come si custodiscono i libri.
Con il Rinascimento il vino entra nella biblioteca. Gallo e Soderini insegnano a coltivarlo, Pisanelli a berlo con giudizio, Tansillo e Malatesti lo cantano in ottave e in brindisi. Poi lo studiano i chimici e i distillatori, da Poncelet a Dejean, fino a Pasteur, che scopre perché il vino si ammala e come salvarlo.
Quando la fillossera mise in ginocchio i vigneti d’Europa, fu la fatica ostinata dei contadini a rimetterli in piedi. Nel Novecento il vino diventa un mestiere con i suoi manuali, le sue mostre, la sua pubblicità, e arrivano le denominazioni d’origine a difenderne il nome.
Oggi il vino italiano è un orgoglio riconosciuto nel mondo: l’Italia è fra i primi produttori del pianeta, e l’Unesco ha dichiarato patrimonio dell’umanità le colline di Langhe, Roero e Monferrato e quelle del Prosecco. Non è più soltanto una bevanda: è un paesaggio, una cultura, un modo di stare insieme. I libri di questo catalogo raccontano come ci siamo arrivati.
Vini e Liquori